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Vino e sostenibilità: il primato della Nuova Zelanda

Vigneti sostenibili in Nuova Zelanda

Il 96% dei vigneti della Nuova Zelanda ha ottenuto la certificazione di sostenibilità: è il primo Paese al mondo ad aver raggiunto questo risultato, grazie al programma Sustainable Winegrowing New Zealand (Swnz), adottato nel lontano 1995. È quanto è emerso dal Rapporto di sostenibilità 2022 realizzato dall’associazione dei produttori New Zealand Winegrowers.

Sul modello neozelandese, si sta muovendo l’Italia, con lo standard nazionale vitivinicolo appena approvato dal Mipaaf, di cui nessun’altra nazione – al di fuori della Nuova Zelanda – si è ancora dotata. Come quello italiano, infatti, anche il sistema neozelandese prevede diversi pilastri. Nello specifico, le aree prese in considerazione sono: acqua, rifiuti, controllo di parassiti e malattie, suolo, cambiamenti climatici e persone. Per le aziende aderenti sono previsti dei controlli periodici condotti da una società indipendente. Inoltre, ogni anno le stesse devono presentare un diario dell’irrorazione, che documenti le applicazioni agrochimiche fatte al vigneto ogni stagione. Attualmente, in tutto il Paese, il 99% dei vigneti utilizza metodi non chimici per la gestione di parassiti e malattie.

Obiettivo carbon neutral entro il 2050

Ma non è finita. A quasi 30 anni dall’adozione dello standard Swnz, la Nuova Zelanda ha alzato l’asticella, ponendosi l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050. Come? Attraverso l’economia circolare e una politica di zero rifiuti. Per farlo, tutti i coltivatori del progetto ricevono periodicamente rapporti personalizzati sui gas serra, in modo da poter identificare le aree in cui possono ridurre la loro impronta di carbonio. La New Zealand Winegrowers ha riferito che attualmente il 21% dei vigneti ha implementato iniziative di efficienza energetica, mentre il 55% delle aziende vinicole ha iniziato a utilizzare bottiglie di vetro leggere e il 97% dei vigneti ora ottimizza le proprie applicazioni idriche. Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare. Solo il 10% delle aziende vinicole della Nuova Zelanda possiede la certificazione biologica, mentre solo 75 vigneti e 15 vigneti attualmente detengono certificazioni formali di gestione del carbonio.

“L’industria vinicola della Nuova Zelanda si è giustamente guadagnata la fama di essere una delle nazioni vitivinicole più progressiste al mondo”, ha affermato Edwin Massey, direttore generale della sostenibilità per la New Zealand Winegrowers “È un risultato di cui possiamo essere orgogliosi, ma il vero lavoro è garantire non solo di supportare, ma anche di elevare la nostra posizione, con un impegno duraturo per il miglioramento continuo”. Della serie, mai sentirsi arrivati.

a cura di Loredana Sottile

Foto: NZW.Inc.Aronui.Wines

 

Questo articolo è stato pubblicato sul Settimanale Tre Bicchieri del 28 aprile 2022

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