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Usa 2022: il punto della situazione su vini e ristorazione italiani

Il mercato del vino in America

Usa anno 2022: si torna a riempire i calici e brindare. Lo dicono le analisi di mercato. Il rapporto di Silicon Valley Bank 2022 traccia, infatti, un quadro in ripresa del mercato statunitense delle bevande alcoliche. Il 2021 è migliorato rispetto a un 2020 difficile sia per la ristorazione (che non è ancora tornata ai livelli pre-Covid, con un -8,7% nel 2021 sul 2019, a quota 789 miliardi di dollari) sia per le attività di degustazione (tasting). I volumi di vino consumati lo scorso anno sono cresciuti sul 2020 ma a sorprendere gli analisti è stato il +21% registrato dal segmento dei vini premium. Una percentuale che non si riscontrava da almeno dieci anni e una crescita, attesa anche nel 2022 ma a ritmi più contenuti, dovuta dalla riapertura di piccoli ristoranti di alta qualità, dal continuo incremento delle vendite online, dal trend dello smart working e dall’aumento delle vendite dirette in cantina.

Export in Usa a +20%. Trainano le bollicine

Perché diciamolo: nonostante due anni di pandemia, nonostante i lockdown, nonostante lo stop ai collegamenti tra le due sponde dell’Oceano e nonostante il rischio (scongiurato con l’elezione di Biden) di dazi sui prodotti Ue, gli Usa sono ancora il primo mercato di destinazione per i vini italiani. Il 2021, secondo i dati Istat nel periodo gennaio-novembre, ha fatto registrare alla voce vini e spumanti un importantissimo 1,59 miliardi di euro, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2020 del 19,5%. Per quanto riguarda i volumi, la crescita è di oltre il 17%, dai 318,2 milioni di litri del 2020 ai 373,6 mln/l registrati tra gennaio e novembre 2021.

In grande spolvero soprattutto le bollicine che, negli 11 mesi, hanno sfiorato i 110 milioni di litri esportati verso gli Stati Uniti, il 35% in più rispetto agli 81,4 milioni di litri del 2020. Nei valori, si è passati dai 322 milioni di euro del 2020 ai 431,2 milioni di euro del 2021, con un incremento di oltre 34 punti percentuali. Con il Prosecco vero trascinatore della categoria delle bollicine (i vini a Dop Prosecco sono passati dai 241 milioni ai 349 milioni di euro, +44%), seguito da tutte le altre denominazioni. Insomma, il mercato statunitense non ha voltato le spalle all’Italia.

L’Italia del vino in America

A due anni esatti dall’ultimo approdo negli Usa, il Gambero Rosso torna a fare tappa Oltreoceano, a Los Angeles, San Francisco, Chicago, New York e Boston – dopo un “assaggio” nello scorcio del 2021 – con le sue grandi degustazioni e le masterclass che sono anche l’occasione per testare dal vivo l’andamento del mercato, l’interesse e le preferenze di appassionati e addetti ai lavori, dall’altra parte dell’Oceano, così da registrare stimoli e suggestioni fondamentali per gli operatori. “We love Italian wines” è il commento più diffuso. E l’affluenza agli eventi li conferma, con sold out e numeri addirittura superiori al pre-pandemia. Complice anche la ripartenza e la sensazione di una rinascita, nonostante i venti di guerra che spirano in Europa: “Questo è il primo grande evento sul vino dopo la pandemia” commenta l’importatore Michael D. Lo Duca giunto a Chicago. “Oggi si respira un clima speciale perché siamo qui con un approccio diverso e si vede. Bellissimo vedere quanti produttori italiani si siano mossi nonostante tutto”. La presenza testimonia uno scenario comunque vitale: “Le vendite non si sono mai fermate, oggi ho in portafoglio una decina di vini premiati con Tre Bicchieri, Chicago ha risposto in maniera forte”, aggiunge Paolo Cerruti, distributore di Beivuma.

I ristoratori italiani negli Usa

i ristoranti italiani a Chicago

Numerosissimi i ristoratori accorsi agli eventi firmati Gambero Rosso, con una presenza massiccia di insegne tricolori (di cui molte premiate dalla nostra guida Top Italian Restaurant), ma non solo. Sono loro ad averci restituito una fotografia degli ultimi anni della scena enogastronomica a Stelle e Strisce. Con Chicago che – per esempio – ha saputo tenere meglio di tante altre città nordamericane, con poche chiusure e diverse nuove insegne; tra queste, spicca Gioia, ristorante aperto da pochi mesi. “Abbiamo voluto proporre qualcosa di diverso, ispirandoci alla tradizione classica italiana, dai paccheri al pomodoro mantecati davanti al cliente alla cotoletta milanese. Poi cocktail bar all’italiana all’ingresso e una carta vini profonda” ci racconta lo chef e socio Federico Comacchio, premiato con le Due Forchette e il Villa Sandi Best Contemporary Wine List Award.

I ristoranti italiani a New York

A New York, invece, ci sono stati scenari diversi: “Midtown ha sofferto un po’, ci sono ancora negozi chiusi, ma la città sta ripartendo. Noi stiamo lavorando molto bene, Williamsburg è una zona sempre più apprezzata”, ci dice Francesco Panella, premiato con Due Forchette nella nostra guida Top Italian Restaurant per il suo ristorante L’Antica Pesa. La sua famiglia – la sede storica è a Roma, nel quartiere di Trastevere – compie quest’anno 100 di attività nella ristorazione. “Negli ultimi anni, tra blocco visti e pandemia, è saltata una generazione di italiani, abbiamo una fortissima mancanza di personale qualificato, potremmo dare lavoro a tantissimi italiani e ci stiamo attivando con la camera di commercio per trovare una soluzione” racconta Gianfranco Sorrentino, proprietario de Il Gattopardo, dal 2001, il più solido riferimento per una cucina tradizionale a Manhattan, e presidente del Gruppo Italiano che mette insieme buona parte della ristorazione italiana in città. “In questo momento” continua “tutte le nuove aperture sono laboratori di pasta e posti molti semplici, ma sono sicuro che ci sia spazio anche per altro. Noi abbiamo tenuto durante la pandemia vendendo anche grandissime bottiglie di vino italiano. La nostra clientela fidelizzata è stato il nostro vero punto di forza”. Tra le nuove aperture in città, spicca La Devozione, premiata con Due Forchette per il rigore incredibile di sapori, un vero inno alla cucina campana e alle sue tradizioni. Il Villa Sandi Best Contemporary Wine List Award? È andato al Wine Bar D.O.C. a Brooklyn, con una carta snella, efficace, ricca di gemme dalla Sardegna e dal Sud Italia.

I ristoranti italiani a Boston

Se New York vanta un’enclave italiana di alto livello, diversa è la situaizone di Boston, che ospita un contesto gastronomico non certo favorevole per la cucina italiana (il livello medio è più basso che altrove), qui spicca Bricco, premiato con una forchetta e il premio per la carta dei vini contemporanea. “Appena sono stati levati i controlli dei pass, tutta la ristorazione di Boston è ripartita fortissimo, ora si respira tutta un’altra aria”, ci dice Marco Caputo della pizzeria Mast’, premiata con Due Spicchi. La tappa di Boston è stata l’occasione per premiare anche due realtà di altri stati, Strega a Milford di Danilo Mongillo, in Connecticut, e Pasquale’s Pizzeria Napoletana di Pasquale Illiano a South Kingstown, Rhode Island. Due ottimi esempi di una cucina italiana vera che si diffonde sempre di più in tutto il tessuto americano, uscendo dalle grandi metropoli e trovando format nuovi e ben strutturati, al supporto del vino italiano.

 

a cura di Lorenzo Ruggeri

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Gambero Rosso

Scritto da Gambero Rosso

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