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Scocchia (illycaffè) al Meeting su sostenibilità, competitività e prezzi: il rito dell’espresso resiste

Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di illycaffè, è intervenuta oggi al Meeting di Rimini affrontando tre temi centrali per il futuro delle imprese: sostenibilità e regolamentazione europea, andamento dei prezzi del caffè e competitività dell’industria europea sui mercati globali.

Sostenibilità: “Servono più realismo e condizioni praticabili”

“Nessuno chiede sconti sugli obiettivi della sostenibilità. Le imprese sono pronte a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità. Chiediamo però realismo sulle condizioni: prevedibilità, tempi praticabili, maggiori disponibilità di tecnologie industriali e un equilibrio tra incentivi e vincoli. La sostenibilità non può e non deve essere soltanto un capitolo di comunicazione, ma non deve nemmeno trasformarsi in un ostacolo alla competitività delle imprese”.

Il contesto macroeconomico e geopolitico è difficile per tutti, ma alcune imprese, in particolare quelle europee e italiane, stanno affrontando una salita più ripida a causa del maggior costo dell’energia. Sono svantaggi che non possono essere cancellati dall’oggi al domani, ma che, secondo Scocchia, non dovrebbero essere ulteriormente aggravati.

Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi

Un esempio è rappresentato dal nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR, la cui applicazione è entrata in vigore il 12 agosto.

“L’obiettivo è corretto e condivisibile: ridurre i rifiuti, aumentare la riciclabilità. Il problema riguarda tempi e modalità di applicazione. Alle aziende viene chiesto di adeguarsi mentre alcuni criteri tecnici sono ancora in fase di definizione”.

Per una realtà come illycaffè, questo significa intervenire su circa 1.800 referenze, con un aggravio di costo degli imballaggi stimato vicino al 10%, oltre ai costi legati alle scorte e ai possibili ulteriori adeguamenti futuri.

“In una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche particolarmente penalizzanti per le imprese europee, queste sono risorse che potrebbero essere destinate alla difesa della competitività. Le aziende devono fare la propria parte anche in un contesto sfidante ma all’Europa chiediamo più realismo industriale”.

Caffè, la materia prima corre più della tazzina al bar

Scocchia ha affrontato anche il tema dell’aumento dei prezzi del caffè. Rispetto al 2021, il prezzo medio della tazzina al bar è aumentato del 24%, mentre nello stesso periodo il costo del caffè Arabica è cresciuto dell’80%, passando da circa 170 centesimi di dollaro per libbra nel 2021 a circa 305 centesimi nei primi mesi del 2026.

“Questo dimostra quanto le tensioni che hanno interessato la filiera del caffè negli ultimi anni siano state profonde e prolungate”.

Negli ultimi mesi le quotazioni del caffè verde hanno registrato un parziale ridimensionamento rispetto ai picchi eccezionali dello scorso anno, ma sono rimaste molto alte. I livelli superiori ai 400 centesimi sono stati raggiunti nel 2025 soltanto per un periodo limitato, circa un mese.

Per valutare l’andamento del mercato occorre quindi guardare alla media del 2025, pari a circa 368 centesimi per libbra. Rispetto a quel valore, le quotazioni attuali, con il caffè verde oggi a 330 centesimi, risultano inferiori, ma la riduzione è contenuta.

Energia e logistica aumentano la pressione sui costi

Nel frattempo, per le aziende e per i pubblici esercenti sono aumentati sia i costi energetici sia quelli logistici, a causa dello scenario geopolitico internazionale.

“All’interno di questo contesto, ogni azienda ha dovuto decidere quanto di questo aumento dei costi riflettere a valle e quanto mantenere sulle proprie spalle e noi, ad esempio, abbiamo deciso di assorbirne una quota significativa”.

Il rito dell’espresso resiste

Nonostante la pressione sui costi, il caffè fuori casa continua a essere un’abitudine profondamente radicata per gli italiani.

I dati più recenti di FIPE indicano che nei primi 5 mesi del 2026 le visite ai bar restano stabili rispetto al 2025, con circa 2 miliardi di accessi, a conferma del valore sociale e culturale che il rito dell’espresso continua ad avere nel nostro Paese.

Europa, servono scelte urgenti per la competitività

Per Scocchia, la vera sfida per l’Europa non consiste soltanto nel superare l’inverno energetico, ma nell’evitare di scivolare in una periferia economica irrilevante, schiacciata da un’autonomia energetica, tecnologica e difensiva che non ha ancora costruito.

“Serve un cambio di mentalità e una visione strategica comune. L’Europa deve creare le condizioni affinché imprese, capitali, competenze e innovazione possano crescere senza essere frenati da frammentazione normativa, burocrazia e costi energetici elevati”.

Mercato unico, energia e investimenti tecnologici

Per rimanere competitive, le aziende hanno bisogno che l’Europa compia scelte chiare: completare il mercato unico dei capitali, ridurre i costi energetici, adottare una regolamentazione che accompagni l’innovazione invece di rallentarla e sostenere gli investimenti nelle tecnologie strategiche, dall’intelligenza artificiale alle infrastrutture digitali.

Tecnologia e sovranità strategica

“Oggi questo non è più soltanto un tema di competitività economica. È una questione di sicurezza e sovranità strategica”.

Per oltre vent’anni l’Europa ha affidato alle Big Tech americane una parte fondamentale della propria infrastruttura digitale, dai servizi cloud ai sistemi operativi fino agli strumenti di videoconferenza utilizzati quotidianamente nelle aziende.

“Quella che in passato appariva una scelta efficiente oggi evidenzia una vulnerabilità. Un continente che dipende da tecnologie e infrastrutture sviluppate altrove rinuncia a una parte della propria autonomia”.

L’articolo Scocchia (illycaffè) al Meeting su sostenibilità, competitività e prezzi: il rito dell’espresso resiste proviene da Food Affairs.

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Scritto da Gambero Rosso

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