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Ricerca. Utilizzare le onde elettromagnetiche al posto dei pesticidi

L’utilità delle onde elettromagnetiche

 Immaginate di trattare il vigneto ottenendo i benefici del rame, ma senza l’uso del rame. Sembrerebbe un’utopia e, invece, c’è chi ha studiato questa soluzione e la sta già mettendo in pratica. Come? Utilizzando semplice acqua esposta alle onde elettromagnetiche del rame che finisce per comportarsi come se contenesse questo elemento, con i test che ne confermano la presenza.  Il sistema, presentato la scorsa settimana a Tg Leonardo, si basa sulla Supra Molecolar Tecnology ed è stato messo a punto dal responsabile scientifico della società Ied Bioe Italia (www.ied-italia.com), Luciano Gastaldi, ma finanziato dalla Ker Holding e supportato negli studi dall’Università Statale agricola di Kazan (team del dottor Rafil Sabirovich Shakirov) e dall’Istituto Accademia Russa delle Scienze di Kazan.

In questi quattro anni di sperimentazione può contare su 35 campi pilota, che riguardano non solo la vigna, ma anche altre colture, quali grano, patate, basilico. “I risultati sono tutti certificati” sottolinea Gastaldi “ad esempio il grano è passato da classe 5 a classe 2. Per quanto riguarda la viticoltura, abbiamo riscontrato ottimi risultati sulla peronospora”. Ma la cosa incredibile è che dopo il trattamento le analisi sul terreno non rilevano la presenza di residui, quindi, l’acqua condizionata non inquina. Come è possibile? “Perché l’acqua viene semplicemente esposta alla lunghezza d’onda del rame” spiega Gastaldi “È solo una questione di trovare la frequenza giusta”.

Le prospettive per l’agricoltura

La soluzione, quindi, non si ferma solo al rame, ma anche ad altri elementi o nutrienti della pianta, i cui effetti possono essere “riprodotti”. Scienza futuribile o una nuova frontiera dell’agricoltura che va oltre il biologico? “In Italia c’è più scetticismo, soprattutto in ambito accademico” spiega il ricercatore “ma il progetto va avanti con l’Università di Kazan, tant’è che siamo riusciti a stabilizzare questa autorganizzazione delle molecole per un periodo di sei mesi e questo ci consente di poterne verificare i risultati in maniera sicura”. D’altronde, come ricorda Gastaldi, il sistema non è nuovo: onde elettromagnetiche, energia e risposta cellulare sono aspetti noti da tempo in campo medico. “Prima della materia c’è l’energia, diceva Einstein e Supra Molecolar Tecnology non è altro che la dimostrazione di questo principio. Si parte da una semplice domanda: possiamo usare energia invece di pesticidi, fitofarmaci, chimica? La risposta è sì, grazie all’utilizzo dei segnali energetici delle sostanze (Hz), che riescono ad avere la stessa efficacia dei sistemi tradizionali, ma senza creare danni all’ambiente”. Il sistema nasce all’interno della cosiddetta chimica supramolecolare che studia nuovi aggregati molecolari tra gli elementi chimici e le forze che li contraddistinguono. L’assunto è che, essendo forze ed elementi l’insieme di uno stesso componente, interagendo con le forze si trasforma l’elemento stesso.

a cura di Loredana Sottile

 

Questo articolo è tratto dal settimanale Tre Bicchieri del 17 giugno 2021 – Gambero Rosso 

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