in

Periferia Iodata. Il distretto gastronomico di Fiumicino


LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI
THE BEST IN ROME & LAZIO

 

L’ha sempre chiamato così, Gianfranco Pascucci, Fiumicino: Periferia Iodata, a rivendicare orgogliosamente la marginalità, rispetto a Rona, di quel comune che della capitale è porta d’accesso – ospitandone l’aeroporto principale e un importante porto – pur rimanendone pienamente indipendente, non solo amministrativamente. A un passo da Oasi del Wwf e dai resti di epoca romana del Porto di Traiano, dal castello di San Giorgio a Maccarese, residenza di caccia dei Rospigliosi che oggi ospita un polo gastronomico immerso nella campagna dell’agricola Maccarese che vanta la più grande produzione di latte d’Italia (circa 8 milioni di litri l’anno). È l’area che si estende intorno all’aeroporto e si spinge fino ad Anguillara, un importante distretto rurale in cui insiste – tra l’altro – anche il neonato Biodistretto Etrusco Romano (circa 37.000 ettari estesi sul Comune di Fiumicino, quello di Cerveteri e la Riserva Statale del Litorale Romano), un’area a grande vocazione agricola, un tessuto di frazioni e piccole realtà che godono di quell’aria benefica in arrivo dal mare e delle opportunità che questo offre.Negli anni qui si è sviluppata un’economia che poggia in buona misura (ma non solo!) sull’agroalimentare (con i comparti lattiero caseario e ittico in testa) e sul turismo di prossimità, sulle strutture balneari e il passaggio dei tanti – molti – che vi approdano ai primi caldi della stagione e fino al caldo autunno che si gode da queste parti. È il mare di Roma, quello del litorale nord, che storicamente accoglie la mejo gioventù capitolina nelle fughe verso il mare.

06 Pascucci e Usai periferia iodata
Lele Usai e Gianfranco Pascucci

La nascita di Periferia Iodata

Non solo, perché Fiumicino è molto altro, questo ribadisce a gran voce Periferia Iodata. Una nuova associazione no profit che si è costituita nei lunghi mesi del lockdown ma che ora esce allo scoperto ufficialmente. Voluta da Gianfranco Pascucci (con Vanessa Melis a Pascucci al Porticciolo di Fiumicino che ne è presidente) e da Lele Usai (vicepresidente, chef e patron de Il Tino e del 4112 sempre a Fiumicino) e insieme a loro alcuni dei più validi tra ristoratori, cuochi, pizzaioli e pasticceri della zona: colleghi, amici, che qui sono nati o sono approdati. A dare forma e sostanza a un distretto gastronomico che – nei fatti – già c’è: sono circa 800 i ristoranti in questa zona, rimarca Erica Antonelli, assessore alle attività produttive di Fiumicino. Nel corso degli anni, infatti, al sole e al mare si sono aggiunte le prime tavole in cui mangiare pieds dans la mer, cresciute sviluppando una felice sinergia con le prime due: da una parte la rete di produttori locali, dall’altra il comparto turistico, e i ristoranti a fare da cerniera, con un’offerta sempre più capillare ed eterogenea che trova in Pascucci e Usai i portabandiera di un’area in cui una felice germinazione ha fatto schizzare in alto il numero delle insegne di qualità. Le stesse chiamate a raccolta in questa iniziativa che si dice “inclusiva” ma che non cede al compromesso.

castello rospigliosi San Giorgio maccarese
Il castello di San Giorgio a Maccarese

Gli obiettivi di Periferia Iodata

L’obiettivo è valorizzare il territorio nel suo complesso di biodiversità, imprenditoria sana e virtuosa, enogastronomia di valore, così da favorire una crescita collettiva proprio attraverso la ristorazione, un confronto aperto con le istituzioni locali per cercare soluzioni condivise e iniziative comuni che riguardano tutti. Ci sono produttori di una materia prima di alta qualità: pescato, innanzitutto, con la tellina locale emblema di una biodiversità preziosissima, ma anche latte, formaggi, verdure (per esempio la carota di Maccarese, per cui si sta procedendo alla richiesta dell’IGP), carne, le erbe aromatiche dell’oasi di Macchiagrande, a comporre un paniere profondamente identitario; ci sono i fornitori di servizi, il mondo dell’hotellerie, tutto un sistema che può avvantaggiarsi di un comparto gastronomico sempre più valido e consapevole. “Questa è una periferia che non è sinonimo di emarginazione ma di creatività e identificazione” fa Pascucci, parlando non solo dell’aspetto più autorale della cucina, ma anche di come questo possa coinvolgere gli artigiani della zona, dare stimoli positivi e favorire lo scambio di idee, creare un’economia di territorio che sostenga le piccole realtà in una crescita che deve – necessariamente – essere anche una spinta verso la sostenibilità, in armonia con gli obiettivi del Biodistretto e con un progetto che vuole non solo valorizzare ma anche tutelare l’ambiente circostante. Un esempio è il confronto con l’Assessorato all’Ambiente e l’Asta del pesce di Fiumicino e alle cooperative di pesca locale: “vorremmo che si abbandonasse il polistirolo in favore di una plastica durevole” spiega Pascucci “sarebbe un grande passo avanti che potrebbe creare un movimento importante”. Senza scordare un apporto formativo in collaborazione con l’Istituto Alberghiero della zona per dare ai giovani – per esempio quelli che fanno le stagioni nei ristoranti del litorale – strumenti di crescita professionale, intervenendo così anche nella crisi data dalla mancanza di personale che attanaglia il comparto.

 

09 Chef periferia iodata

Chi sono i soci di Periferia Iodata

Insieme a Pascucci e Usai – “sono straniero qui, vengo da Ostia” scherza – anche Benny Gili consigliere di Periferia Iodata  (La Baia, Fregene), Marco Claroni (con Geraarda Fine all’Osteria dell’Orologio, Fiumicino), seguiti a ruota da Alessandro Capponi (Host, Fiumicino), Alessandro Pietrini (La Marina, Fiumicino), Franco Di Lelio (Pizzeria Sancho, Fiumicino), Arcangelo Patrizi (Pasticceria Patrizi, Fiumicino), Marco Fiorucci (Gina al Porto Romano, Fiumicino), Andra Salce (Il Riviera, Fregene), Fabio Di Vilio (La Scialuppa da Salvatore, Fregene) Maria Cristina Sebastiani (Rosario, Fregene), fino all’ultimo qui approdato Luca Pezzetta con la pizzeria Clementina di Fiumicino. Imprenditori solidi già da anni nelle coordinate di appassionati di buon mangiare e buon bere e addetti ai lavori, uniti dall’idea di far emergere il territorio, “vogliamo trovare nuovi talenti che sposino i valori per fare crescere questa zona” aggiunge Usai. E continuare quel processo di trasformazione di Fiumicino da zona di transito a destinazione.

http://periferiaiodata.it

a cura di Antonella De Santis 

ARTICOLO TERMINATO!

E come sempre ti raccomandiamo: se hai domande, dubbi, chiarimenti di qualsiasi tipo, scrivici nei commenti o lascia la tua valutazione! Il team di FOODTOP è al tuo servizio per la scelta del prodotto migliore. Un saluto!

Scritto da Gambero Rosso

Gambero Rosso è la piattaforma leader per contenuti, formazione, promozione e consulenza nel settore del Wine Travel Food italiani. Offre una completa gamma di servizi integrati per il settore agricolo, agroalimentare, della ristorazione e dell’hospitality italiana che costituiscono il comparto di maggior successo con un contributo rilevante per la crescita costante dell’economia.

Cosa ne pensi?

Baccalà alla vicentina: la ricetta originale

Una filiera ittica sostenibile è possibile? L’Atlante delle “best pratices” per avviare una transizione ecologica