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Il Pandoro, ed è subito Natale. La classifica dei migliori pandori 2021

Il miglior pandoro 2021: Recensione, consigli e prezzi

Sei alla ricerca del miglior pandoro al Mondo? Sei arrivato nel posto giusto! Il team di Foodtop in questo post ha selezionato e recensito per te i pandori più apprezzati per caratteristiche e per rapporto qualità/prezzo dai clienti Amazon. Ma prima di arrivare alla classifica dei migliori pandori vediamo nello specifico cos’è, le sue origini e come viene realizzato.

Il Natale ha diversi simboli ma se parliamo di dolci natalizi il pensiero corre velocemente ed irrimediabilmente verso i lievitati per eccellenza: Pandoro e Panettone

Da Trapani a Trieste in tutte le case italiane non mancheranno mai. Così come non mancherà mai la diatriba gastronomica: preferisci il panettone o il pandoro?

Sicuramente il Pandoro incontra le preferenze di chi non ama i canditi e l’uvetta. 

Il pandoro è quindi uno dei dolci italiani di Natale più apprezzati non solo nei confini nazionali ma anche all’estero. 

Caratterizzato da una forma alta, a stella: il tronco è scanalato sui fianchi e si eleva seguendo il disegno di una stella solitamente a otto punte. É un gioiello di dolcezza, soffice, morbido e profumato, semplice, elegante e gustosissimo. 

Scopriamo insieme cosa rende questo simbolo della tradizione natalizia così speciale e ricercato.

Il Pandoro: una definizione. Scopriamo come è fatto!

Il pandoro è il dolce tradizionale veronese delle festività natalizie ma che negli anni ha conquistato tutta l’Italia ed il mondo diventando un simbolo del Natale e dei dolci natalizi, contendendosi l’ambito trono di sovrano con il panettone.

Per una definizione ci ha pensato direttamente il Ministero Italiano delle Attività Produttive che nel 2005 ha emanato un decreto volto a tutelare questo dolce tipico italiano oltreché a definire ingredienti e percentuali minime. 

All’Art. 2 si definisce quanto segue:

La denominazione «pandoro» e’ riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.

Come detto, anche gli ingredienti del pandoro sono stati disciplinati dal D.M. del 22 luglio 2005 che all’art. 2 elenca così:

  1. farina di frumento;
  2. zucchero;
  3. uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantita’ tali da garantire non meno del quattro per cento in tuorlo;
  4. materia grassa butirrica, in quantita’ non inferiore al venti per cento;
  5. lievito naturale costituito da pasta acida;
  6. aromi di vaniglia o vanillina;
  7. sale.

All’articolo successivo viene data facoltà ai produttori di aggiungere altri ingredienti ossia

latte e derivati, malto, burro di cacao, zuccheri; zucchero impalpabile, aromi naturali e naturali identici, emulsionanti, lievito fino al limite dell’un per cento, conservanti (acido sorbico e sorbato di potassio.

Infine anche il processo tecnologico della fabbricazione del pandoro è stato disciplinato andando a definire le fasi, anche fra loro accorpabili:

  1. preparazione della pasta acida;
  2. fermentazione;
  3. preparazione impasto con dosaggio ingredienti, e impastamento;
  4. porzionatura;
  5. pirlatura con deposizione dell’impasto nello stampo di cottura;
  6. lievitazione;
  7. cottura;
  8. raffreddamento;
  9. zuccheratura superficiale (opzionale);
  10. confezionamento.

La tecnica di preparazione è dunque complessa prevedendo molte fasi di lavorazione. La ricetta del pandoro è complicata e laboriosa, forse anche più della ricetta del panettone, ma perché non provarci. L’importante è dotarsi di molta pazienza degli strumenti ed attrezzature adatte. 

Come servirlo? Il pandoro, a differenza del panettone, non viene guarnito al suo interno con creme e ripieni né tanto meno con canditi e uvette. Tuttavia nulla vieta di spalmare sopra nutella, cioccolata e creme o altre leccornie. Per gustarlo al meglio meglio scaldarlo un po’. Immancabile la spolverata di zucchero a velo vanigliato!

Origini e storia del Pandoro: tra leggende e brevetti

Così come per il suo dolce “rivale” il panettone, anche il pandoro non ha delle prove per risalire con certezza alle sue origini. Si passa dall’antica Roma alla Repubblica Veneziana del 1500 fino all’impero asburgico con Vienna. 

Partendo da lontano si trovano infatti tracce nei testi di Plinio il Vecchio che nel primo secolo d.C. descriveva le preparazioni del cuoco Vergilius Stephanus Senex citando un pane dolce, pànis, fatto con fiori di farina, burro e olio.

Per altri invece le origini sarebbero da ricercare nel Pane di Vienna, un pane dolce ricco di burro molto simile al pan brioche. 

Secondo molti, ancora, le prime tracce del pandoro risalgono ai tempi della Repubblica Veneziana quando sulle tavole dei nobili venivano serviti cibi ricoperti da sottili foglie d’oro zecchino: tra queste anche un dolce a forma conica conosciuto come “pan de oro”. 

Restando sempre nella Repubblica Veneziana, altro possibile antenato del Pandoro è un altro dolce chiamato Nadalìn, antichissimo dolce tipico veneto con una copertura specifica (pignocada) preparata con pinoli, zucchero e granella di mandorle. Qui la somiglianza è anche estetica oltre che di gusto; infatti il Nadalin è caratterizzato da una forma stellata e tanto burro. La forma, c’è da dire, è una stella meno definita del pandoro ed è più basso e più compatto, in quanto meno lievitato. Pare che sia stato preparato per la prima volta nel XIII secolo in onore dei nobili Della Scala, signori della città di Verona. 

Se le possibili origini sono molteplici ed vaghe una certezza c’è: la nascita ufficiale e commerciale del pandoro di Verona è avvenuta in una data precisa sul finire dell’Ottocento. 

Era il 14 ottobre 1884 quando un noto pasticcere di Verona, allora proprietario di una drogheria in centro, depositò il brevetto (allora attestato di privativa industriale) presso il Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia per la sua nuova invenzione dolciaria, il pandoro. Il suo nome era Domenico Melegatti e da allora il Natale non sarebbe più stato lo stesso. 

Addirittura già sei mesi prima del deposito del brevetto egli stesso pubblicizzava il nuovo prodotto così:

“Il Pasticcere Melegatti… avverte la benevola e numerosissima sua clientela di aver allestito un nuovo dolce per la sua squisitezza, leggerezza, inalterabilità e bel formato l’autore lo reputa degno del primo posto nomandolo Pan d’oro”.

La ricetta di Melegatti ha preso come ispirazione un dolce tradizionale veronese, il Levà. Si tratta di un dolce lievitato preparato nei villaggi veneti la sera della vigilia di Natale, ricoperto di mandorle e granella di zucchero. Da questa ricetta di partenza Melegatti arrivò al moderno pandoro eliminando la copertura, per favorire la lievitazione, e aggiungendo uova e burro, rendendo l’impasto più morbido e soffice. 

Oltre alla ricetta Melegatti brevettò anche il disegno del pandoro, la sua forma, ormai famosa. A ideare forma e immagine del Pandoro, con lo stampo a piramide con otto punte, ci pensò un’artista, Angelo Dall’Oca Bianca (Verona, 31 marzo 1858 – Verona, 18 maggio 1942), riconosciuto pittore di origine veronese che aveva partecipato diverse volte alla Biennale veneziana ed era stato premiato all’Esposizione universale di Parigi. 

Così è nato il pandoro come lo conosciamo oggi: una vera e propria icona del food design!

Da allora il pandoro fu protagonista di un grande successo entrando a far parte della tradizione natalizia al pari del panettone. 

All’epoca però questo successo attrasse diversi competitor che provarono a realizzarlo, imitando la ricetta brevettata. Ma Melegatti non si scoraggiò anzi decise di alzare la posta bandendo la “Sfida delle Mille Lire”, una sfida divenuta storica. Mise in palio appunto mille lire, cifra più che considerevole all’epoca, per chiunque fosse riuscito a riprodurre il dolce come l’originale. Nessuno si aggiudicò mai quelle mille lire. 

Da lì in poi l’omonima industria dolciaria ebbe un successo incredibile: oggi, nella vecchia sede veronese della sua pasticceria, in Corso Portoni Borsari 21, c’è lo storico palazzo Melegatti-Turco-Ronca, e sopra la balaustra delle terrazze laterali due pandori in tufo.
Resta solo un piccolo dettaglio da scoprire: il nome Pandoro. Probabilmente Melegatti voleva rendere omaggio agli antichi pani d’oro che venivano serviti nel periodo della Repubblica di Venezia. O probabilmente e più semplicemente il nome deriva dal colore dorato dell’impasto.

Il Pandoro: produzione e vendita. Diamo i numeri!

Ogni anno, in occasione del Natale e delle festività di fine anno, in Italia si vendono oltre 54 milioni di confezioni di panettoni e pandori. A comunicarlo sono i produttori aderenti all’Aidepi, l’Associazione delle Industrie e del Dolce e della Pasta Italia. Le aziende italiane sfornano 6.550 tonnellate/anno di lievitati, venduti per il 10% all’estero. Il mercato italiano è infatti quello più importante, come è facile immaginare vista la tradizione, ma nel resto del mondo sono ormai riconosciuti ed apprezzati. 

Nel 2008 la produzione di pandori si attestava sui 50 milioni di pezzi. 

Tra panettone e pandoro le preferenze degli italiani ricadono più sul primo: infatti il panettone classico con 37.092 tonnellate prodotte per un valore di 245 milioni di euro batte il pandoro classico con 32.500 tonnellate per un valore in euro di 226 milioni. 

Crescono le quote di mercato dei lievitati “speciali”, sia panettoni che pandori hanno visto crescere tali percentuali negli anni. 

C’è da osservare che negli ultimi anni il panettone ha subito un periodo d’oro, dovuto alla grande diffusione dell’artigianalità nella produzione che ha riscontrato il gradimento del pubblico. E quando si riscopre un prodotto qualitativamente buono, la domanda aumenta. 

Questo trend si è sviluppato, in una fase successiva, anche per il pandoro che se in un primo momento era rimasto all’ombra del suo “rivale” milanese ha poi riportato la pasticceria a scommettere su di lui ed ora vive anche lui il suo momento di rinascita. Anno dopo anno sempre più pasticceri e panettieri si sono lanciati nella produzione del nuovo dolce di tendenza. Oggi il pandoro ha una sua nicchia abbastanza ampia in Italia.

Ma perché c’è stato questo ritardo? La ragione è da ricercare nella produzione. Infatti produrre un pandoro è più difficile e più dispendioso economicamente rispetto a produrre un panettone. 

Se il panettone prevede l’utilizzo di forme di carta, il pandoro prevede stampi a stella in metallo teflonato, che hanno decisamente un costo maggiore. Inoltre alla lunga lavorazione bisogna aggiungere il tempo di attesa per il raffreddamento degli stampi per poterli riutilizzare. E questo comporta infine la necessità di maggiore spazio di lavoro per la conservazione. Se si considera che per la lavorazione e riposo sono necessari tre giorni, l’investimento economico diventa importante.

Come riconoscere un Pandoro di qualità?

Per poter selezionare e riconoscere un buon pandoro vi segnaliamo alcuni elementi da tenere sott’occhio per poterne valutare al meglio la qualità. 

Come abbiamo visto in precedenza il pandoro è stato disciplinato e tutelato da un decreto ministeriale che ne ha dato una definizione e soprattutto definito gli ingredienti (obbligatori e facoltativi) e le percentuali minime e massime. Il rispetto di tale disciplinare può già fornirci ottime indicazioni sulla qualità. Quindi prima cosa: occhio all’etichetta e agli ingredienti. 

Ecco gli altri elementi importanti: 

  1. Struttura: la struttura del pandoro è un indicatore fondamentale per la qualità dell’impasto, per la lievitazione e la cottura. Essenzialmente la struttura del pandoro deve essere soffice ma non troppo alveolata. 
  2. Materie prime: la qualità prima di tutto. Più la qualità delle materie prime è alta più il prodotto sarà eccezionale. Il burro, le uova, la vaniglia, la presenza o meno di conservanti. Occhio a tutto
  3. Profumo: le note di burro e vaniglia devono inebriarci dall’apertura, al taglio all’assaggio.
  4. Dolcezza: il pandoro ovviamente deve essere dolce ma non invadente.
  5. Forma: la consistenza deve garantire la forma e al contempo la sofficità.
  6. Leggerezza: il pandoro deve essere leggero, sciogliersi in bocca ma non essere pesante da digerire.

Classifica dei migliori pandori: la top 10!

La diatriba si ripresenta ogni anno: “pandoro o panettone”?

Non vi piacciono i canditi o l’uvetta? Volete un impasto burroso e artigianale senza compromessi? Se volete sorprendere i commensali alla vostra tavola o fare un regalo davvero originale, e sicuramente gradito, un pandoro di qualità è sicuramente la scelta giusta. 

Noi di Foodtop vogliamo aiutarti e per questo abbiamo selezionato i 10 migliori pandori per rapporto qualità/prezzo. 

Buona lettura e buon assaggio!

1 – Pandoro Classico Artigianale Pasticceria Passerini

La Pasticceria Passerini dal 1919 delizia i palati degli appassionati con i suoi dolci e le sue golosità. Grandi interpreti dei lievitati affiancano al loro panettone artigianale milanese anche il Pandoro Passerini

Questo pandoro è realizzato seguendo la classica ricetta veronese, gustoso ed aromatico, con una lunga e naturale lievitazione utilizzando ingredienti di primissima qualità. 

1 kg di morbidissima prelibatezza!


2 – Pandoro artigianale Fraccaro Spumadoro

La Pasticceria Fraccaro nasce nel 1932 dalla passione di Elena e Giovanni Fraccaro a Castelfranco Veneto. Ora la tradizione viene portata dalla famiglia. 

Il Pandoro Artigianale di Fraccaro Spumadoro è realizzato con ingredienti tutti provenienti da agricoltura biologica con un impasto morbido e profumato.

Anche l’occhio vuole la sua parte: una bellissima scatola in latta contiene come uno scrigno questo gioiello dolce lievitato.


3 – Pandoro Artigianale Classico Flamigni

Flamigni nasce nel 1930 a Forlì dove la famiglia ha sviluppato con passione e dedizione tutta la tradizione dolciaria possibile. Oggi gli impianti di produzione Flamigni sorgono alle pendici delle colline tra Forlì e Predappio e si estendono su un’area di oltre 12.000 metri quadrati. 

Il Pandoro Flamigni è un prodotto genuino realizzato con prodotti di primissima qualità che garantisce alta digeribilità e profumatissimo grazie all’emulsione composta da burro di cacao, miele italiano e aroma naturale di vaniglia. Viene realizzato nel rispetto della tradizione seguendo la ricetta originale veronese. Nel Pandoro artigianale viene posta molta cura ed attenzione con lavorazioni a mano e lievitazioni lunghissime. Piacevole esteticamente la confezione che viene incartata a mano, aspetto che dona ancor di più un carattere di artigianalità.


4 – Pandoro Classico Artigianale Pasticceria Venezia

La Pasticceria Venezia nasce a Castelfranco Veneto, provincia di Treviso, e produce dal 1932 bontà di altissima qualità per le ricorrenze e non solo: pandori soffici e delicati, panettoni fragranti e ricchi di sapore, farciture cremose e genuine. Nato come un piccolo laboratorio di vendita di pane e dolciumi, oggi è una bellissima realtà. 

L’elemento caratterizzante delle produzioni di Pasticceria Venezia è l’utilizzo del lievito madre e di una lievitazione del tutto naturale. Inoltre vengono utilizzati pochi e semplici ingredienti, di eccellente qualità, garantendo però un delicato e complesso equilibrio dei processi di lavorazione. 

Il Pandoro Artigianale di Pasticceria Venezia selezionato da Foodtop è il classico pandoro della tradizione veronese lievitato naturalmente, estremamente morbido e delicato con profumi di agrumi e di vaniglia. 

Il tutto è racchiuso in un’elegante confezione in cartone che richiama le bellezze di Venezia.


5 – Pandoro Classico Virginia

Virginia è un marchio storico nato nel 1860 a Sassello, in Liguria, diventato famoso per la produzione degli Amaretti che vinse diversi premi nelle più importanti esposizioni internazionali. Oggi la produzione vanta un’ampia gamma di squisite ed eleganti specialità tra cui innumerevoli pasticcini, dolci tradizionali delle Feste ed altre prelibatezze.

Proprio come il Pandoro Virginia che noi di Foodtop abbiamo selezionato per voi. Elegante e morbido, questo pandoro classico segue la ricetta originale e segue una naturale e lunga lievitazione. Particolare cura viene posta dall’azienda Virginia nella presentazione delle sue specialità, come in questo caso dove il pandoro è contenuto in una raffinata ed elegante scatola di latta decorata.


6 – Pandoro artigianale Galup

La storia di Galup inizia nel 1922 a Pinerolo, in Piemonte. Nel tempo l’azienda è cresciuta fino a diventare un’eccellenza riconosciuta in Italia e nel mondo. Famosa per il suo panettone unico che ha seguito la tradizione piemontese. 

Anche il Pandoro Galup è un prodotto eccellente dall’impasto soffice a lievitazione naturale, realizzato artigianalmente con ingredienti naturali e genuini, burro e uova fresche. 

L’originalità Galup è confermata anche dalla confezione, elegante e vintage. 


7 – Pandoro Artigianale Olivieri 1882

La storia di Olivieri, inizia nel 1882 quando Luigi, un antenato della famiglia, si trasferisce ad Arzignano (Vicenza) per aprire il primo forno Olivieri. Passano gli anni, alcuni figli emigrano, altri restano in Italia, mantenendo l’attività in vita durante i duri anni della Grande Guerra. Da 140 anni creano emozioni da gustare, con una precisa filosofia rivolta alla qualità. Olivieri 1882 è oggi un brand riconosciuto in tutta Italia e all’estero, presente a livello retail, wholesale e online.

Il Pandoro Artigianale Olivieri 1882 è il dolce natalizio per eccellenza: è una nuvola di burro, uova e farina e vaniglia a forma di stella. Il gusto è raffinato ma con un proprio carattere preciso e la struttura invece è molto soffice dovuto alla lievitazione 100% naturale e ad un lungo e complesso processo produttivo che prevede addirittura 3 impasti.

E’ un dolce molto ricco ma estremamente digeribile grazie alla lunga maturazione e all’utilizzo di materie prime di altissima qualità. Non ha conservanti, semilavorati, aromi e grassi vegetali. E’ Artigianale al 100% e quindi fatto interamente a mano, con passione, come vuole la tradizione dal 1882.


8 – Pandoro classico Antica Ricetta Vergani

La storia della Pasticceria Vergani inizia nel 1944 a Milano e da sempre è legato a doppio filo con la tradizione del panettone milanese, divenuto in poco tempo un punto di riferimento. Ma le loro creazioni dolciarie prevedono anche pandori, colombe e veneziane, portando la loro maestria e competenza in tutte le preparazioni. 

Il Pandoro tradizionale della Pasticceria Vergani si contraddistingue dal gusto autentico realizzato seguendo l’antica ricetta con una lievitazione naturale e lunghissima con un’alveolatura fine ed uniforme. Il risultato è irresistibilmente soffice e delicato.


9 – Gran Pandoro Gentilini

La storia di Biscotti Gentilini nasce grazie al sogno di Pietro Gentilini, nato nel 1856 a Vergato, un piccolo paese situato sull’appennino tosco-emiliano, vissuto in Sud America e poi trasferitosi a Roma. Qui apre diverse attività commerciali fino al salto industriale con una produzione sempre più ampia di dolci e biscotti. 

Il Gran Pandoro Gentilini è realizzato con una lenta ed accurata lavorazione delle migliori materie prime per un risultato eccellente.


10 – Pandoro gourmet PandOro AT Pâtissier

Andrea Tortora nasce con la pasticceria nel sangue e nel destino. Figlio di pasticceri alla quarta generazione e con un forte curriculum internazionale alle spalle – da Parigi a Londra, da Singapore a Venezia – Andrea Tortora è stato per anni alla guida della pasticceria del ristorante St. Hubertus, conseguendo nel 2018 la terza stella Michelin come chef pasticcere.

A soli trent’anni ottiene il riconoscimento di Maestro Ampi entrando a far parte dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Nel 2017 crea il progetto AT Pâtissier con l’obiettivo di creare e valorizzare i grandi lievitati d’autore in grado di unire tradizione e contemporaneità. Sono nati così il Panettone, l’Uovo di Tortora e il PandOro. 

Il PandOro è un pandoro gourmet dal classico impasto burroso e dal profumo di vaniglia e miele d’acacia, ottenuto dopo una lunga lievitazione naturale. 

Molto elegante la scatola di latta cilindrica contenente il PandOro, di colore salvia e oro pensata dal giovane designer Marco D’Andolfi.


Pandoro Senza Glutine e Pandoro Senza Lattosio: i TOP 5

In questo articolo vogliamo soddisfare tutte le esigenze e tutti i desideri degli appassionati del gusto e del pandoro, in particolare. 

Per questo abbiamo voluto creare una sezione dedicata a quei consumatori che presentino intolleranze (glutine o lattosio) e che vogliano abbandonarsi al piacere di gustarsi una bella fetta di soffice pandoro.

A differenza del panettone, dove c’è una maggiore offerta di prodotti artigianali senza glutine e senza lattosio, per il pandoro l’offerta è rappresentata prevalentemente dai noti marchi industriali come Bauli e Maina che hanno dedicato una linea di produzione a questi prodotti per soddisfare le esigenze di tutti i consumatori. 

Sicuramente una scelta da premiare!

1 – Maina Pandoro senza Lattosio

La storia di Maina inizia nel 1964 grazie all’impegno di due famiglie: Di Gennaro, di origine pugliese, e Brandani, originiaria della Toscana. I Di Gennaro emigrarono dalla provincia di Foggia verso il capoluogo piemontese in cerca di lavoro e nel 1964 rileva il piccolo laboratorio di pasticceria Maina. Dopo qualche anno si unì la famiglia Brandani. 

Nel 1989 Maina diventa la prima azienda non localizzata nel Nord-Est a produrre il pandoro con un notevole successo. Oggi l’azienda è una delle realtà di maggior successo tra le dolciarie. Hanno dedicato una intera gamma di prodotti di Natale al segmento “Senza lattosio”, come il Pandoro che abbiamo selezionato. 

Morbido e delicato pandoro lievitato naturalmente, senza coloranti e conservanti, dedicato a tutte le persone intolleranti al lattosio e realizzato nel pieno rispetto del disciplinare dei prodotti da ricorrenza.


2 – Pandoro senza Glutine e senza Lattosio Bauli

Bauli è una delle aziende dolciarie italiane più note ed apprezzate, nata a Verona nel 1922 dal pasticcere Ruggero Bauli, che dopo la Guerra aprì il suo primo forno. Dopo una rocambolesca emigrazione in sud America ritornò in Italia nel 1937 dove aprì un laboratorio artigianale al centro di Verona dove cominciò a produrre il Pandoro. Il resto è storia. Bauli è diventata sinonimo del dolce veronese e del Natale. L’azienda veronese ha investito molto per produrre le proprie bontà senza glutine nè lattosio, come il Pandoro che abbiamo selezionato per voi garantendo l’inimitabile sapore di Bauli per condividere con tutti il sapore unico del Natale e la magia delle feste.


3 – Pandoro senza Glutine Giampaoli

La storia di Giampaoli inizia nel 1900, quando nonno Ettore, garzone della storica pasticceria Garelli di Corso Garibaldi ad Ancona, vince un terno al lotto e con grinta e caparbietà, decide di aprire una propria attività di bar e pasticceria in via Marconi con l’aiuto della moglie Savina. 

Pertanto, da più di cento anni si è specializzata nella produzione di biscotteria, panettoni, torroni, uova pasquali, colombe e gelati. 

L’azienda ha dedicato una intera linea, “Meglio senza glutine Giampaoli”, ai prodotti per celiaci, tutti certificati dal ministero della Salute e dall’Associazione Italiana Celiachia. 

Il pandoro selezionato è un dolce da forno a lievitazione naturale che vi conquisterà.


4 – Pandoro con Gocce di Cioccolato Senza Glutine Nt Food Nutrifree

NT Food nasce nel 1989 ad Altopascio, in Toscana, lungo la via Francigena. L’azienda ha da subito concentrato i propri sforzi ed obiettivi verso i mercati emergenti legati a particolari regimi dietetici cercando di mantenere la bontà e la genuinità della cultura gastronomica toscana. La gamma di prodotti è da davvero ampia: dai prodotti per la prima colazione ai panini, dai mix di farine e pangrattato agli snack.

Trovano anche spazio i prodotti per le ricorrenze come il Pandoro con gocce di cioccolato senza glutine che abbiamo selezionato per voi. Impasto sofficissimo con una pioggia di gocce di cioccolato per i più golosi.


5 – Torta Di Natale Classico Senza Glutine E Senza Lattosio Belli freschi

Belli freschi nasce in Romagna dall’intuizione, o meglio dalla necessità, di Anna Rita Giorgi, ragioniera che a 38 anni scopre la sua celiachia. Decide così di rimboccarsi le maniche e creare una produzione ad hoc. La mission dell’azienda è “rendere noto che da oggi c’è anche un’altra Romagna nella tradizione culinaria d’eccellenza, ovviamente, Gluten Free”.

Tra i loro prodotti troviamo le specialità romagnole come piadine, crescioni poi tigelle pizza e torte salate. Non potevano mancare i dolci delle festività come il Panettone e il Pandoro gluten free.

ARTICOLO TERMINATO!

E come sempre ti raccomandiamo: se hai domande, dubbi, chiarimenti di qualsiasi tipo, scrivici nei commenti o lascia la tua valutazione! Il team di FOODTOP è al tuo servizio per la scelta del prodotto migliore. Un saluto!

Scritto da redazione

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