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La vera storia dei pomodori verdi fritti americani

Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)

Oh, cosa darei per un piatto di pomodori verdi fritti come quelli che facevano al Whistle Stop Cafè”. Le suggestioni provocate dal grande schermo sono potenti e durature, anche a tavola. Fra i piatti più iconici immortalati dal cinema, i celebri pomodori verdi fritti, catturati nella pellicola di Jon Avnet del ’91, tratta dall’omonimo romanzo “Green Fried Tomatoes at the Whistle Stop Cafè” di Fannie Flag. La celebre citazione riporta immediatamente all’immagine di un’old America, fatta di apple pie e pasticcini dai colori pastello, barbecue e creme al burro, ma soprattutto alla dolcissima storia hollywoodiana scoperta fra i fornelli, quella tra Idgie e Ruth. Due donne dell’Alabama degli anni ’20 alla ricerca di indipendenza, in fuga dal dolore, dall’oppressione patriarcale e le discriminazioni razziali, che si ritrovano a instaurare un rapporto intimo, profondo. Una storia d’amore che si scontra con i pregiudizi del tempo, trovando rifugio in cucina.

Il Whistle Stop Cafè

È attraverso le ricette, ma soprattutto grazie a quella piccola comunità che ruota attorno al Whistle Stop, la caffetteria che diventa teatro di intrecci amorosi, sfide femministe e battaglie anti-razziali, che è possibile fare un salto nelle atmosfere degli Stati Uniti del Sud, dell’Alabama della Grande Depressione dal forte carattere identitario, che in cucina emerge con tenacia con i suoi piatti tradizionali, autentici. Semplici e d’impatto. Indimenticabili proprio come quei pomodori verdi fritti, specialità della casa ancora oggi famosa che, insieme al pollo (anch’esso fritto), è uno dei piatti più noti del sud degli States. Una ricetta nata ben prima del Novecento, già citata in un libro di cucina dell’Ohio del 1873 e poi ancora in una pubblicazione presbiteriana di Chicago del 1877.

Le origini dei pomodori verdi fritti

Nonostante siano considerati un piatto tipicamente del Sud, si hanno poche notizie sulle origini dei pomodori verdi fritti, secondo molti non poi così comuni prima degli anni ’90. L’autore e storico gastronomico Robert F. Moss, per esempio, sostiene che abbiano fatto il loro ingresso nella scena culinaria americana prima negli Stati del Nord-Est e in quelli medio-occidentali, “probabilmente grazie agli immigrati ebrei”. A renderli famosi e diffonderli anche al Sud, invece, sembra siano state “le tante scuole di economia domestica sviluppate negli Stati Uniti nella prima metà del Novecento”. Non saranno nati in Alabama, ma i pomodori verdi fritti che hanno ispirato l’autrice del best-seller esistevano davvero nel menu dell’Irondale Café, nella contea di Jefferson, dove la Flagg era solita mangiarli da bambina.

“Il segreto è nella salsa”

Il locale di Irondale esiste ancora oggi, l’insegna recita “Original Whistle Stop Café dal 1928” e i pomodori verdi fritti non mancano mai in menu. Anzi, sono diventati il fiore all’occhiello del ristorante, che dopo il successo del film dovette acquistare una friggitrice più grande per far fronte alla tanta richiesta (sembra che oggi utilizzi circa 30 chili di pomodori al giorno!). La ricetta originale del libro prevede la cottura nel grasso di pancetta e come accompagnamento una salsa al latte da versare sui pomodori bollenti. Per una versione più sana e leggera, però, consigliamo di utilizzare l’olio extravergine di oliva. In fondo, il duo del Whistle Stop Café ce lo ha insegnato bene…“il segreto è nella salsa”.

La ricetta dei pomodori verdi fritti

Ingredienti

  • 6 pomodori verdi
  • 2 uova
  • 200 g di pangrattato
  • 200 g di latte
  • 100 g di farina bianca o di mais
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva

Lavare, asciugare e affettare i pomodori in senso orizzontale. Non dovrebbero emettere liquidi o semi ma se fossero un po’ acquosi tamponarli con carta da cucina. Sbattere le uova con una macinata di pepe e portare il grasso di pancetta a temperatura di frittura (160°C). In una padella larga abbastanza da contenere parecchie fette alla volta. Passare i pomodori su uno strato sottile di farina, spolverarli con altra farina, scuoterli per eliminare l’eccesso e immergerli nella ciotola delle uova sbattute. Scolarli e passarli nel pangrattato, facendone aderire una generosa quantità. Friggere le fette di pomodoro fino a quando saranno ben dorate e colorate da entrambi i lati. Scolarle con la schiumarola e adagiarle su carta da cucina che assorbirà l’unto in eccesso. Sistemare i pomodori in un piatto di portata e tenerli in caldo. Per ogni cucchiaio di grasso rimasto in padella, aggiungerne uno di farina e stemperare. Aggiungere una tazza di latte tiepido e, senza mai smettere di mescolare, cuocere finché la salsa si sarà addensata. Aggiustare di sale e pepe e versare sui pomodori. Servire la preparazione bollente.

a cura di Michela Becchi

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