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I nuovi domini web dedicati a distretti e territori del Made in Italy sono un’opportunità strategica ma il tempo stringe

C’è tempo fino al 12 agosto 2026 per cogliere una delle opportunità più rare offerte dall’evoluzione di Internet: candidarsi a ottenere un nuovo dominio di primo livello (gTLD) personalizzato. Una possibilità che potrebbe interessare non solo grandi aziende, ma anche distretti agroalimentari, territori Dop e Igp, consorzi di tutela, comunità locali e filiere del Made in Italy che vogliono rafforzare la propria identità digitale.

A richiamare l’attenzione sulla scadenza è Aruba, tra i principali operatori italiani nel settore cloud, data center e servizi digitali, che invita imprese, enti territoriali e organizzazioni a valutare il New gTLD Program: 2026 Round promosso da ICANN, l’organismo internazionale che gestisce il sistema dei nomi di dominio.

Una finestra che si apre dopo oltre dieci anni

La scadenza per presentare la candidatura è fissata al 12 agosto 2026. Si tratta del primo round dopo quello del 2012 e consente ai soggetti giuridici costituiti di richiedere una nuova estensione Internet ufficiale, trasformando un marchio, un territorio, una comunità o una filiera produttiva in un dominio di primo livello.

Nel precedente programma sono nate estensioni come .paris, .berlin, .amsterdam, .barcelona e .london, ma anche .rio, .vegas, .corsica e .tirol. Sul fronte dei marchi, hanno ottenuto un proprio dominio aziende come .ferrari, .gucci e .barclays.

Per l’Italia, questa opportunità potrebbe riguardare città, regioni e territori fortemente riconoscibili a livello internazionale, ma anche distretti produttivi e agroalimentari che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy.

Un’opportunità anche per i distretti agroalimentari italiani

Per il comparto alimentare, un dominio di primo livello potrebbe rappresentare uno strumento di valorizzazione dell’identità territoriale e della filiera. Consorzi di tutela, distretti del food, territori del vino, dell’olio, dei formaggi o di altre produzioni tipiche potrebbero infatti disporre di uno spazio digitale ufficiale, governato direttamente dall’organizzazione titolare.

Un’estensione dedicata consentirebbe di riunire sotto un’unica identità digitale servizi, promozione turistica, iniziative istituzionali, attività commerciali e comunicazione internazionale, rafforzando riconoscibilità, affidabilità e tutela del territorio.

Un’infrastruttura digitale per brand e territori

Dal 2016 Aruba gestisce il registro ufficiale dell’estensione .cloud ed è l’unico operatore italiano a ricoprire il ruolo di registry di un’estensione generica ICANN.

Secondo Stefano Sordi, Direttore Generale di Aruba, “un dominio di primo livello porta il nome di un’impresa o di un territorio alla radice di Internet. È un’infrastruttura di identità: uno spazio ufficiale, riconoscibile e governato direttamente dal titolare, in cui ogni indirizzo nasce dentro un perimetro controllato. Il round ICANN apre questa possibilità per la seconda volta in trent’anni di storia della rete e l’esperienza del 2012 insegna che la finestra successiva può farsi attendere oltre un decennio”.

Candidature da preparare rapidamente

L’accesso al programma richiede valutazioni tecniche, economiche, legali, operative e di governance. Nel caso delle estensioni geografiche sono inoltre previste specifiche autorizzazioni e forme di supporto o di non opposizione da parte delle autorità competenti.

Per questo Aruba invita aziende, enti locali, consorzi e organizzazioni a verificare rapidamente la fattibilità di una candidatura, considerando che il nuovo gTLD può diventare un asset strategico di lungo periodo per la gestione della presenza digitale, la promozione del territorio e la tutela dell’identità online.

“Il nuovo round ICANN non è una semplice opportunità tecnica, ma una scelta di visione. Per questo è importante che aziende, enti e territori interessati avviino rapidamente una valutazione di fattibilità. Come registry operator, Aruba può supportare questo percorso con competenze tecniche e regolatorie. Oggi il punto è soprattutto aumentare la consapevolezza: questa finestra è aperta, ma il 12 agosto si chiuderà”, conclude Sordi.

Aruba affianca aziende ed enti nel percorso

In vista della scadenza del 12 agosto, Aruba mette a disposizione la propria esperienza come registry operator e provider di infrastrutture digitali per accompagnare imprese, organizzazioni pubbliche e realtà territoriali nelle diverse fasi del progetto: dalla valutazione preliminare alla candidatura, dalla gestione tecnica alla compliance, fino alla governance continuativa del nuovo dominio di primo livello.

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Scritto da Gambero Rosso

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