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Guida Michelin Pechino 2022: un nuovo Due Stelle, nessun nuovo Tristellato

La prima edizione della Rossa, a Pechino, è stata poco più di due anni fa, una manciata di settimane prima dell’esplosione della pandemia. E da allora finalmente si registra “un generale miglioramento” secondo quanto affermato dalla stessa Michelin. Se la testa della classifica non cambia, si arricchisce di un nuovo indirizzo il gruppo degli inseguitori e di altri 4 lo scalino più basso del podio. “Ma”, aggiungono, “la crescita è stabile”. Un buon segnale, dunque, per una Michelin che continua a scandagliare il panorama ristorativo dell’Estremo Oriente: dopo Macao e Hong Kong, appena qualche giorno fa, è ora il turno di Pechino che conta sul cibo per accreditarsi sullo scacchiere internazionale: non è un mistero infatti, che qualche anno fa il governo cinese abbia voluto rilanciare l’immagine del paese puntando sui ristoranti cinesi all’estero, imponendo – con il piano cosiddetto Tovaglia inamidata – la crescita di una ristorazione che doveva farsi ambasciatrice del paese del Dragone, deciso a imporsi anche come meta di turismo enogastronomico. Nonostante le difficoltà di queste ultime stagioni, l’obiettivo non è cambiato, e la Michelin è la spalla ideale per raggiungerlo, Pechino ha dimostrato il suo fascino e il suo potenziale come importante destinazione gastronomica” conferma Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale delle Guide Michelin.

Michelin Pechino: Beijing in numeri

Sono 100 i locali che complessivamente sono premiati dalla guida, con 34 stellati, che diventano 35 se si conta anche la Green Star, 18 Bib Gourmand, ovvero quei locali che offrono una cucina di tradizione, solida e ben realizzata, a un prezzo accessibile (a Pechino, tre piatti al prezzo massimo di 300 RMB, bevande escluse). Tante insegne, tra conferme e new entry, che propongono con fedeltà i piatti regionali o esprimono la migliore gastronomia creativa, tutti in grande crescita: sempre più ristoranti hanno affrontato le sfide con fiducia e sicurezza nel 2021” continua Poullennec che spiega come “siano evidenti progressi sani e costanti in diverse aree”

I Due Stelle della Michelin Pechino

Approda al secondo posto del podio e raggiunge Jingji (specializzato in cucina di Pechino) e Shanghai Cuisine (che reinterpreta classiche ricette di Shanghai in chiave contemporanea), il nuovo bistellato Chao Shang Chao, che propone l’autentica cucina di Chaozhou: piatti di mare tra cui i signature di chef Zhang: vescica di pesce brasata in salsa di abalone e cernia rossa fritta nel wok. Non cambia, invece, la testa della classifica, con le Tre Stelle del vegetariano King’s Joy e il ristorante taizhou Xin Rong Ji.

Guida Michelin Pechino: i nuovi locali con Una Stella

Ai 25 ristoranti stellati nelle passate edizioni della Michelin Pechino, si aggiungono quest’anno altre 4 insegne, dando conto di una scena gastronomica viva e varia, dove si alternano cucine regionali cinesi, internazionali, vegane o creative, ne sono un esempio i nuovi stellati: Furong, dello chef Wang, propone ricette classica della cucina di Hunan, piatti come testa di pesce ricoperta di peperoncino tritato e zuppa di trippa di maiale con funghi porcini e ravanelli sott’aceto; Lu Style dove lo chef Peng firma piatti che esprimono l’arte culinaria dello Shandong, passando per proposte saldamente radicate nella tradizione, ma impreziosite da tocchi moderni, proposte più esotiche come il pancake gigante con cereali misti della regione del Monte Yimeng e il loro yogurt fatto in casa appena fatto ogni giorno con latte d’asina che completa piacevolmente il pasto. Punto forte di Ling Long, guidato dal giovane e creativo chef Jason Liu, sono invece i menù ispirati alle stagioni, con ingredienti locali, mix di suggestioni francesi ma con un gusto inconfondibilmente cinese. A concludere i neostellati d’assi, Opera Bombana di Umberto Bombana, vero asso pigliatutto della cucina italiana all’estero. Anche qui, la sua proposta fatta di cucina italiana, grandi materie prime, piatti solidi e interpretazioni minime, con l’executive chef Andrea Susto. Salgono a tre gli stellati di cucina italiana: Il Ristorante di Niko Romito al Bulgari Hotel, Mio al Four Seasons.

Gli altri premi

Entra nella compagine dei Bib Gourmand il ristorante Zen, con la cucina classica del Szechuan. Stella Verde, per il secondo anno, al King’s Joy che unisce a un cucina vegetariana a base di prodotti biologici e stagionali provenienti da fattorie locali, attenzione all’impatto ambientale, buone pratiche per quanto concerne il riciclo e la riduzione dei consumi, e la promozione di uno stile di vita sostenibile attraverso le attività della comunità. Lo Young Chef Award va Jason Liu, del ristorante Ling Long, classe 1993, lunghe esperienze in numerosi ristoranti di Taipei che “ispirato da culture diverse, Jason cerca di estrarre le sfaccettature più belle di cucine diverse e ama creare combinazioni illimitate con ingredienti gustosi”. Il Service Award 2022, infine, va a Chen Yalin: “umile, appassionata e cortese, con un’eccellente conoscenza del prodotto e una grande capacità di interazione. È in grado di servire rapidamente i clienti interagendo con loro e consigliandoli sui giusti abbinamenti di vini”.

 

a cura di Antonella De Santis

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