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Franciacorta a ritmo rock: le cinque piccole cantine da non perdere

Cinque visioni da appuntare. La Franciacorta è in notevole fermento, sono sempre di più le voci autorevoli all’interno del comprensorio bresciano. Procedono i lavori di zonazione, escono nuovi single vineyard, è sempre più fitto il confronto tra piccole e grandi realtà. Vi proponiamo alcune cantine, con tirature artigianali, che si sono distinte negli ultimi anni, proponendo interpretazioni di Franciacorta di grande attualità, freschezza e tensione. Viticoltura ragionata e tanto carattere in bottiglia.

Cinque cantine in Franciacorta da non perdere

Corte Fusia

Risuona musica rock nella cantina di Gigi Nembrini e Daniele Gentili, una delle cantine artigianali più pimpanti della Franciacorta. Dal 2010 lavorano alcune preziose parcelle sul Monte Orfano, pochi mesi fa hanno battezzato il loro Orfano Terre Rosse, un parcellare di grande fascino e complessità che porta nel bicchiere tutta l’originalità delle terre (di origine marina) di questo isolato rilievo franciacortino. Il 2014 ha un profilo originale di radice, tè nero e pesca, abbinato a un registro iodato soffuso e tagliente.  Lungo e di gran classe. Il Franciacorta Dosaggio Zero ’18 gioca invece sulla purezza e l’armonia più che sulla potenza, su più delicati toni di lime, anice e pesca bianca, di piacevolissima armonia e beva:  secco e puro. Ma basta assaggiare il Franciacorta Brut, grintoso e fragrante, per saggiare la serietà aziendale. 40.000 bottiglie.

Pian del Maggio

Da seguire con particolari attenzioni la realtà artigianale di Alberto e Ida Foresti in quel di Gussago. Partiti nel 2012, lo stile prevede vinificazione e maturazione solo in acciaio e adeguati riposi sui lieviti. Ci ha colpito, in particolare, lo scintillante Dosaggio Zero Furente ’16 (60% pinot nero, 40% chardonnay): ha grinta e vibrante freschezza, al palato è ampio, arioso e cremoso. Chiude preciso su toni di anice e zest di limone. Segnaliamo anche il fine e complesso Franciacorta Rosé …e Anna Sorrise, che marca molto sulla scorza d’arancia e la liquirizia, secco e continuo. 25.000 bottiglie.

Monte Alto

Tre ettari sul Monte Alto, zona occidentale della Franciacorta di origine calcarea, coltivati principalmente a pinot nero. I Franciacorta di Alberto Tribbia non mancano certo di carattere e personalità. Tanto lavoro in vigna e tecniche poco invasive in cantina, le cuvée abbinano densità e dinamismo. In assaggio ci ha colpito nuovamente il Blanc de Noir, anche in un’annata disgraziata come la 2017. Si offre nitido nei toni di piccoli frutti rossi e liquirizia, di lungo sapore. Si fa apprezzare per consistenza e un tessuto sapido non sempre così presente in zona. Fragrante e polposo il Blanc de Noir non millesimato. 15.000 bottiglie.

San Cristoforo

Preziosa boutique della Franciacorta, acquisita nel 1992 da Bruno Dotti e dalla moglie Claudia. Tutto mantiene un carattere squisitamente famigliare, grazie all’impegno costante della figlia Celeste, protagonista del ciclo produttivo e dell’accoglienza in cantina dove vengono proposti tre diversi percorsi gustativi che raccontano molto bene l’essenza della San Cristoforo.  Spicca su tutti il Franciacorta Dosaggio Zero Epta ’13, un Pinot Nero davvero promettente. Si offre complesso su toni balsamici e appena iodati, ha polpa, sapidità e profondità di beva. Ci ha convinto anche il Franciacorta Pas Dosé ’18 da sole uve chardonnay, nitido nei profumi di pane tostato, mandorla e pesca bianca; al palato è polposo, ricco di frutto e appagante nella carbonica che sostiene bene una progressione fragrante. Ma anche il Brut è spesso ai vertici della denominazione. 90.000 bottiglie.

1701

Ha raggiunto la piena maturità espressiva la cantina di Federico e Silvia Stefini. Tutto nasce nel 2011, quando viene acquisita l’azienda agricola della famiglia Bettoni Cazzago. Fin dal principio si sceglie di puntare con forza sull’approccio biodinamico in vigna e la ricerca di uno stile autentico e di forte carattere, con la valorizzazione delle singole parcelle. Oggi sono 11 gli ettari di proprietà, otto di chardonnay e tre di pinot nero. Il Franciacorta Dosaggio Zero Riserva ’16 ha profumi ampi, avvolgenti, con un perfetto uso del legno e profumi di nocciola, pepe e burro di montagna; la bocca ha cambio di passo, ritmo e tanta profondità gustativa. Originale e pregevole il Rosé ’19, da uve pinot nero in purezza: polposo e fragrante nei vividi toni di lampone e caffè, dal carattere squisitamente gastronomico. Offre un modello di Franciacorta Rosé di grande gola e carattere. Noi l’abbiamo felicemente abbinato a un roastbeef. Un po’ più staccato il resto della gamma. 80.000 bottiglie.

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Scritto da Gambero Rosso

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