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EatPrato 2021: pasticceria e specialità locali in mostra nei luoghi più belli della città

EatPrato. La manifestazione

EatPrato è da qualche anno a questa parte una manifestazione molto attesa nella cittadina toscana che le dà il nome. L’edizione 2021, dal 4 al 6 giugno, celebra anche la voglia di ritrovarsi, nel rispetto di tutte le norme anti Covid: dunque di nuovo in presenza, finalmente, ma con accessi a numero limitato e prenotazione degli appuntamenti più attesi. Per tre giorni, la rassegna si propone di cambiare il volto di Prato in nome di un evento diffuso fondato sulla buona tavola e sulla valorizzazione del patrimonio artistico locale.

I biscotti di Prato: taglio

A organizzarla, infatti, in collaborazione con il Comune, è la Strada dei Vini di Carmignano e dei Sapori Tipici, che tutela le specialità di un territorio decisamente vocato per l’enogastronomia.

Le cene con Cristiano Tomei

Tra i luoghi deputati ad accogliere i protagonisti della scena gastronomica pratese – e non solo – il Giardino Buonamici sarà fulcro di una serie di cene sotto le stelle concertate dall’ospite speciale di questa edizione, lo chef Cristiano Tomei, direttamente dalla vicina Lucca. A lui il compito di dirigere una squadra di chef, pasticceri, maestri panettieri e pizzaioli che si ritrovano per presentare agli ospiti due menu inediti, uno di tradizione, l’altro votato alla creatività, il 5 e 6 giugno (45 euro il costo per aggiudicarsi l’accesso a una delle due serate): 24 professionisti del mestiere per 20 piatti che interpretano la toscanità tra salato e dolce, in abbinamento con i vini della Strada del Carmignano.

Paolo e Andrea Sacchetti con le pesche di Prato

Le creazioni di Paolo Sacchetti

Ma Prato è nota pure per essere una delle città simbolo della pasticceria italiana, per la presenza di due campioni della materia come Paolo Sacchetti (e suo figlio Andrea, alla pasticceria Nuovo Monto) e Luca Mannori, entrambi maestri a Tre Torte sulla guida Pasticceri e Pasticcerie del Gambero Rosso. In questa kermesse diffusa del buono e del bello, quindi, l’arte dolciaria rivestirà come di consueto un ruolo centrale. Molto attesa, nel pomeriggio del 4 giugno, la presentazione della nuova creazione di Paolo Sacchetti, anche questo momento che si ripete negli anni, sorprendendo ogni volta la città con invenzioni che esaltano gli ingredienti del territorio. L’appuntamento è per le 18.30 nel laboratorio del maestro (anche in diretta streaming), stavolta alle prese con un gioco che ripensa proprio la tradizione e la storia dell’insegna di famiglia nata nell’89, con la citazione golosa di una specialità della casa, che darà il là a una nuova linea di produzione dei Sacchetti.

Un dolce di Luca Mannori
Un dolce di Luca Mannori

Il programma

Alle Manifatture Digitali, nell’antico complesso di Santa Caterina, nel frattempo, andranno in scena altri appuntamenti col cibo e con l’arte, dagli incontri croccanti tra pane e mortadella (quella Igp di Prato, ennesima specialità cittadina) al cooking show di Luca Mannori con i suoi allievi di pasticceria, al momento dedicato al food pairing tra cibo e cocktail. Attesa anche per le degustazioni con vista sui tetti della città, per scoprire la produzione vinicola del territorio mentre si impara ad apprezzare il patrimonio storico e artistico locale, con le visite guidate di FareArte e Artemia Prato. E ancora degustazione di grappa e cioccolato dall’alto di Palazzo Pretorio, momenti dedicati alla pizza contemporanea e ai celebri biscotti di Prato.

La mortadella di Prato

Le specialità di Prato nella storia

La città, del resto, ha una consuetudine antica con la valorizzazione degli ingredienti del luogo. Basti pensare ai fichi secchi di Carmignano, la cui tradizione si fa risalire agli Etruschi, che avrebbero messo a punto la lavorazione di un prodotto prelibato, molto apprezzato, qualche secolo più tardi, alla corte dei Medici. Curiosa anche la storia della mortadella pratese, unica nel suo genere perché anticamente realizzata con spezie e alchermes, che doveva donare al prodotto finito un colore rosso acceso, perché fosse simile agli altri salumi. Oggi per la concia si usano pepe nero, sale, polpa d’aglio pestato, macis, coriandolo, cannella, garofano e alchermes, in quantità dosate con cura; dunque il colore è ancora intenso, e la forma è una via di mezzo tra salame e mortadella tradizionale. L’abbinamento perfetto? Con la bozza pratese, pane tipico della tradizione contadina locale, sciocco come da consuetudine toscana, ma leggermente acido, per la presenza di lievito madre, e dalla caratteristica forma squadrata, immortalato anche da Filippo Lippi nel banchetto della Danza di Salomè affrescato in Duomo. Tra le specialità dolciarie, invece, oltre ai biscotti di Prato, anche le pesche (due semisfere di pasta brioche bagnata con spezie e alchermes, farcite con crema pasticcera), oggi eseguite magistralmente da Paolo Sacchetti, vantano una storia secolare, a partire dal 1861, quando la Locanda Contrucci, in piazza del Duomo, le servì a fine pasto per celebrare la festa dell’unità d’Italia.

Da qualche settimana, tutte le specialità locali si possono gustare e acquistare anche nella nuova bottega di Atipico, in via Cairoli, al pian terreno di Palazzo Banci Buonamici.

EatPrato – Prato – dal 4 al 6 giugno – www.eatprato.it

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