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Dove mangiare il sushi a Napoli: i ristoranti da provare

Sashimi e roll, nigiri e anche piatti caldi, sempre con le dovute contaminazioni culturali che rendono ancora più interessante la proposta: a Napoli i ristoranti di sushi si profumano di sapori di tutto il mondo, offrendo un menu vario, articolato e golosissimo. Ecco le insegne da non perdere secondo la guida Sushi del Gambero Rosso.

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Dove mangiare il sushi a Napoli

‘Osushi Japanese Experience

Materie prime fresche, maestria nei tagli e nelle preparazioni dei classici nipponici, con abbinamenti sempre nuovi: ecco la filosofia di questo locale di qualità in zona Vomero. Ad alti livelli i sashimi, che insieme ai nigiri accompagnati al bocconcino di riso offrono un approccio esclusivo al crudo. Ottimi anche gli uramaki e i birajiru, frutto dell’unione della tradizione giapponese e brasiliana, da accompagnare a vini del territorio e sakè.

‘Osushi Japanese Experience – via F. Cilea, 203/209 – osushi.it/

Giappo

Enrico Schettino, volto noto anche in tv, è protagonista dal 2006 della diffusione della gastronomia giapponese in Campania e in Italia. Una catena ormai consolidata di sushi bar la sua, con circa 19 punti vendita, di cui cinque a gestione diretta, con decine di sushiman operativi sulla fusione tra la cucina giapponese e quella occidentale. Tra gli assaggi i freschi nigiri e i fantasiosi uramaki, come il Giapporoll, un ottimo bao con burger di polpo, friarielli, burrata e pomodori, e tanti dolci golosi.

Giappo – vico Belledonne a Chiaia, 2 – giappo.com/ristoranti/index.php?pg=13

Honzen

Il nome dell’insegna porta con sé una vocazione: recuperare le ricette dell’antica cucina Honzen, tradizione concentrata sul vassoio e appannaggio dei samurai, senza chiudersi a nuove tendenze e contaminazioni. Il menu è un arcobaleno di proposte intriganti, tra soffici bao di riso dai vari ripieni e impeccabili tempure, di polpo o di astice. Buoni anche i carpacci e le tartare, così come i sashimi, tra cui spiccano il Black Cod e il salmone Sockeye. Da provare i maki.

Honzen – via A. Manzoni, 126 – honzen.it/

Jap-One

Un’insegna che ha fatto la storia della cucina di ispirazione nipponica in città, avendo aperto i battenti quasi vent’anni fa (in un’altra sede). Da qualche anno è qui, nel cuore dello shopping partenopeo, in grande spolvero, con un ambiente elegante e contemporaneo. La cucina si muove tra creatività e ricette fusion, con ottime materie prime, tecnica raffinata e un’antologia di portate che rivisitano in modo intrigante i grandi piatti giapponesi. Servizio preciso e competente, buona carta dei vini.

Jap-One – via Calabritto, 7 – japonerestaurant.it/

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Konoha Sushi

Un ambiente minimal accoglie la fedele clientela che frequenta questo locale vicino al parco di villa Floridiana. Merito dell’ottima lavorazione dei prodotti, ben dosati nella creazione dei piatti. Si comincia con carpacci e tartare, un fresco ceviche di pesce in salsa di lime, basilico, cipolla rossa, pomodorini gialli e peperoncini verdi. Si prosegue con i classici hosomaki, sashimi e nigiri a base di salmone, tonno, gambero e pesce bianco. Buona scelta di vini e birre giapponesi di qualità.

Konoha Sushi – via A. Falcone, 163 – facebook.com/konohasushinapoli/

Kukai Iki

Con questa insegna, situata alle porte dei Quartieri Spagnoli e a Capri, Massimiliano Neri si può definire il capostipite della cucina giapponese in Campania. L’insegna di Napoli è semplice ed elegante, con un tavolo sociale all’ingresso e un privée al piano sottostante. Il menu è diviso per sezioni, dal sushi ai piatti principali: ottimo il sashimi, con sapori che evocano il mare, buono il roll mediterraneo, composto da un involtino di tonno, avocado e carciofi, ben assemblato. Validi i piatti caldi, dai noodle al Black Cod, e il flan di ricotta al tè verde in crosta di cioccolato.

Kukai Iki – via Nardones, 103 – ikirestaurants.com/

Otoro81

I colori caldi e accoglienti si alternano al legno e alla vegetazione alle pareti, creando insieme alle luci morbide un’atmosfera intima e rilassante. Dove assaggiare piatti preparati con materie prime di grande qualità, che cambiano a seconda della stagione e della disponibilità del pescato, creando un menu dinamico e goloso. Da non perdere i tacos di salmone, di tonno o di carne, e poi gli Special Edition roll. Ottimi anche tutti i classici, come sashimi e nigiri, saporiti ed equilibrati.

Otoro81 – via N. Nisco, 81 – otoro81.com/

Reiwa

Un punto di riferimento per molti amanti del sushi, che qui possono provare la cucina di Romerson Coehlo che ha miscelato sapientemente sapori nipponici e mediterranei con risultati notevoli. Materie prime di livello, cura nei tagli e nelle preparazioni fanno il resto. Ne sono prova i sashimi, le tartare – imbattibile quella con pescato del giorno, gambero, olio di sesamo, lime e salsa ponzu – e i pokè, in cui si apprezzano le marinature e le salse artigianali che accompagnano i pesci. Freschi e delicati i gunkan e i temaki.

Reiwa – via M. Schipa, 40 – facebook.com/reiwalanuovaeradelsushi/

Tabi

A ridosso del lungomare Caracciolo, un luogo in cui si mescolano materie prime orientali e occidentali, lavorate con maestria da Ignacio Hidemasa Ito, lo chef di origini giapponesi cresciuto in Brasile, che tratta ogni prodotto in un menu vario e articolato. Ad accogliere i clienti, il patron Stefano Parisio, cordiale e competente, che contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più calda e familiare. Sashimi, nigiri e roll appaiono senza sbavature, tra gli antipasti caldi spiccano l’astice in tempura con salsa alla vodka e pinoli tostati, calamaro in salsa ponzu e il bun di manzo battuto al coltello con uova di quaglia e maionese allo zafferano. Tra i freddi, ricordiamo il tataki di Wagyu con salsa di zenzero, burro e mirin di soia insieme al tiradito di pesce misto Tabi. Da provare anche i dolci.

Tabi – via R. de Cesare, 35 – tabifusionexperience.com/

Urubamba

Giappone e Perù si sono incontrati nei colori della cucina nikkei e di nuovo nel menu di questo locale partenopeo: ambienti vivaci, dehors godibile, servizio attento e ritmato sono i punti di forza del ristorante. In carta ci sono anticuchos, tiraditos e ceviche, ma integrati con tecniche, sapori e cotture della gastronomia orientale. Qui il sushi parla quindi la lingua della contaminazione: i nigiri, che si avvalgono di valide materie prime, sono di tonno, ricciola, capasanta, ma anche picanha e Wagyu. Tra i roll, meritano l’assaggio i Nikkei, il Tigresa Maki con spigola, leche de tigre, ajì amarillo, granchio e guacamole. Carta dei vini di buon livello e mixology curata.

Urubamba – Riviera di Chiaia, 2015 – urubamba.it/

a cura di Michela Becchi

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Gambero Rosso

Scritto da Gambero Rosso

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