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Cibo e cinema. Le ricette di Julie & Julia e l’arte di raccontare il cibo

Scopri le ricette di Julie & Julia

Julie & Julia, la commedia che parla di cucina

Per ogni lettore che scrive un commento, ce ne son centinaia che non lo fanno. C’è tutto un gruppo di persone collegate con me: direi che hanno bisogno di me… che se io non scrivessi, ci rimarrebbero molto male”. Una manciata di parole per spiegare il concetto di community online, blog prima, social network dopo. A dirlo, anticipando di molto le mode attuali, è Amy Adams, l’attrice che interpreta Julie Powell nella commedia di Nora Ephron del 2009, Julie & Julia. Poteva mancare all’appello, nella rubrica dedicata al cibo dei film, la pellicola che più di tutte mette al centro la cucina? Un film che ha raccontato al mondo l’epopea di Julia Child – scomparsa nel 2004 dopo una fortunata carriera televisiva, costellata dalla pubblicazione di diversi libri – che grazie all’interpretazione di Meryl Streep ha conquistato il grande pubblico. La trama è tutta giocata sul confronto generazionale tra la giovane Powell, scrittrice mancata col pallino per la cucina (e autrice dell’omonimo libro che ha ispirato la Ephron), e la Child, cuoca ma soprattutto divulgatrice statunitense, che a partire dai primi anni ’60 ha insegnato all’America a cucinare.

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Julia Child e Julie Powell a confronto

Un film che valse alla Streep una nomination all’Oscar e un Golden Globe come miglior attrice in una commedia, e che ha poi spinto Daniel Goldfarb e Charles McDougall a creare una miniserie per HBO Max, Julia. Due donne, due epoche diverse, la stessa passione per la cucina e la voglia di comunicarla: ecco il segreto della pellicola, riuscitissima anche grazie al cast d’eccezione (lucida e brillante l’interpretazione di Stanley Tucci nei panni del marito di Julia, Paul Child), e l’ingegnoso espediente del raffronto continuo tra due vite diverse. Una a New York nei primi anni 2000, l’altra nella Parigi degli anni ’50, tra i fornelli di casa, i banchi del mercato e soprattutto quelli della scuola Le Cordon Bleu, dove la Child segue le lezioni più difficili, fino a incontrare le due amiche con cui decide di mettere nero su bianco le ricette. Intanto, nell’appartamento del Queens che condivide con il compagno, la quasi trentenne Julie Powell comincia la sua avventura con il blog, fissandosi l’obiettivo ambizioso di seguire le orme di Julia, ricreando tutte le 524 ricette del libro “Mastering the Art of French Cooking” in 365 giorni. A supportarla e assaggiare ogni delizia è il fidanzato, con cui la blogger – tra alti e bassi – riesce ad arrivare alla fine del progetto, mentre nelle belle vie parigine si consuma la storia d’amore tra Julia e Paul, primo fan della cuoca.

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La nascita dei blog di cucina

Tra momenti intimi, battute sagaci e tantissime ricette, il film riesce a catturare la bellezza della tavola, ma soprattutto della sua narrazione. Julia scrive e corregge pagine e pagine di quello che diventerà uno dei capisaldi della letteratura gastronomica internazionale, mentre Julie si avventura nel mondo online: è il 2002, Internet è ancora un territorio pressoché inesplorato dai cuochi amatoriali, e i forum rappresentano i primi vagiti della sfera dei food blog. Un primordiale approccio è stato quello di Jim Leff e Bob Okumura, che nel ’97 avevano fondato Chowhound, uno spazio di discussione digitale dove chiacchierare di cibo e ristoranti a New York, ma il primo vero blog di ricette è stato quello della Powell, The Julie8Julia Project. In Italia, il fenomeno arriva appena qualche anno dopo: con il Papero Giallo in primis, il blog di Stefano Bonilli (fondatore del Gambero Rosso), e poi con il Cavoletto di Bruxelles di Sigrid Verbert, fotografa e autrice di cucina per diverse testate – compreso il Gambero Rosso – che nel 2005 fondò le basi per il mondo del blogging culinario nella Penisola. Un anno dopo arriva GialloZafferano – un sito, per la precisione, nato fin da subito con aspirazioni imprenditoriali – grazie all’intuizione di Sonia Peronaci (dal 2015 alle prese con soniaperonaci.it) e il marito Francesco Lopes, un contenitore di ricette (e videoricette) che ha avuto un successo straordinario.

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I food blogger italiani

Uno dopo l’altro, i blogger di cucina si sono così susseguiti offrendo al pubblico ricette sfiziose, semplici e veloci, mettendosi nei panni di chi ha poco tempo, condividendo spunti, trucchi e consigli, ma anche assecondando i desideri delle persone che volevano portare in tavola qualcosa “in più” rispetto ai soliti piatti. Sono diventati talmente tanti da arrivare a costituire l’AIFB – Associazione Italiana Food Blogger e da inventare un linguaggio tutto loro. Negli anni quello del food blogger è diventato un mestiere a tutti gli effetti, una figura che ha modificato il modo di comunicare il cibo. Casalingo, ma anche professionale: i food blogger scrivono di ristoranti, scovano locali nuovi e ne danno notizia, parlando di prodotti, accompagnando il racconto con foto, didascalie e spesso grafiche originali. La stampa di settore ha innumerevoli meriti nel mondo gastronomico, ma bisogna riconoscere ai blogger quello di aver in gran parte riportato l’attenzione del pubblico (insieme alla televisione) sulla cucina. La loro evoluzione? Gli influencer, ma questa è un’altra storia…

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Le ricette di Julie & Julia

Torniamo al film e, soprattutto, alle sue ricette. Il boeuf bourguignon, lo stufato di manzo brasato al vino rosso, è il piatto che più spaventa Julie, che la prima volta finisce per bruciare la carne. Impossibile citare tutti i cibi golosi messi in scena dal film: la pâté de Canard en croute, per esempio, l’anatra in crosta che la Powell disossa a fatica, finendo per gettarla a terra e cedere a una crisi di pianto, oppure l’aragosta alla Thermidor, che la blogger riesce a cuocere solo con l’aiuto del compagno, per via dei sensi di colpa. L’omelette da chiudere alla perfezione con un gioco di polso, e la mitica torta al cioccolato reine de Saba, che dà vita a una delle più celebri citazioni del film: “Lo sai perché mi piace cucinare? Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro – e quando dico niente, voglio dire n-i-e-n-t-e – una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte, l’impasto si addensa. È un tale conforto”. Ma forse la scena più invitante dell’intera commedia è una delle prime e riguarda un piatto semplicissimo, così scontato per noi italiani, che la camera mette a fuoco in ogni minimo dettaglio, enfatizzandone i colori, la bellezza, alzando al massimo il volume di ogni passaggio. Un cibo che per la coppia newyorkese rappresenta un pasto golosissimo, da mangiare voracemente: la bruschetta con i pomodori.

La ricetta delle bruschette

Niente pomodori in questo caso: vi lasciamo due ricette più originali per stupire i vostri con delle bruschette diverse dal solito.

Bruschette di pane duro con uova all’arrabbiata

Bruschette con ceviche zanzibarino

a cura di Michela Becchi

> Scopri tutte le puntate della rubrica Cibo e Cinema

 

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Scritto da Gambero Rosso

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