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#BEVOPIACENZA. Giugno il mese della Malvasia per rilanciare il vino del territorio piacentino

#BEVOPIACENZA. Cos’è

Un gruppo spontaneo di lungimiranti ristoratori, vignaioli, gestori di bar, pub ed enoteche e rappresentanti del settore, guidati da Giacomo “Jack” Rizzi, contitolare di un noto ristorante del piacentino, ha deciso durante il lockdown di rilanciare con decisione il vino di Piacenza, lanciando l’hashtag: #BEVOPIACENZA. Come ha dichiarato Giacomo Rizzi, “le riaperture sono l’occasione per rilanciare finalmente con decisione il vino piacentino: mentre sul lago di Garda ti offrono in prevalenza Lugana o Prosecco, e in Liguria il Vermentino, nei nostri locali si servono più che altro vini provenienti da altri territori”. Insomma, un progetto focalizzato soprattutto sui giovani: “Per riscoprire l’orgoglio di bere vini del territorio, si deve riaccendere una “fiamma”, creare un brand “Vino di Piacenza” dal quale ripartire con decisione, visto il salto di qualità delle bottiglie del nostro territorio confermato dagli esperti del settore”.

A sostegno del Vino di Piacenza. Inizia la Malvasia

Dalle parole ai fatti: sono più di duecento gli operatori del settore ad aver aderito al progetto. Si inizia a giugno con il mese della Malvasia aromatica di Candia, nelle sue mille straordinarie declinazioni. Un vitigno autoctono dotato di un grande corredo aromatico e di incredibile versatilità. Rizzi ha anche poi aggiunto che dopo il mese della Malvasia, si potrebbe proseguire con il mese dedicato alle bollicine piacentine, e successivamente al Gutturnio; l’idea è che i locali della città e della provincia possano proporre in carta e al bancone un’offerta poliedrica e qualitativa.

La guida Vini D’Italia 2021 di Gambero Rosso, del resto, descrive bene le potenzialità dei vini del territorio nella prefazione della Regione: “Sui Colli Piacentini le notizie migliori arrivano dal Metodo Classico, con un premio che vuole far da stimolo per tutta la zona. Questo in attesa di capire cosa voglia fare il Gutturnio da grande, e in attesa soprattutto della Malvasia di Candia Aromatica, vitigno autoctono che ha dimostrato di poter dare risultati di grande interesse anche sui lunghi invecchiamenti.” Parole evidentemente recepite, o per lo meno ispiratrici di una riflessione per iniziare un cambiamento. Ed è un grande piacere essere stati da stimolo per il lancio di questa iniziativa.

a cura di Francesco Beghi

 

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