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Aperol Spritz supera Champagne per brindisi nel mondo. Il successo della formula 3-2-1 dal veneto a fenomeno globale

Aperol Spritz supera lo Champagne per numero di consumazioni nel mondo. Secondo i dati di Campari Group riportati dal Corriere della Sera, il cocktail italiano ha raggiunto 1,5 miliardi di consumazioni annue, contro circa 1,35 miliardi di bicchieri di Champagne.

Il confronto va tuttavia interpretato con cautela. Il Comité Champagne precisa infatti di non disporre di una stima ufficiale del numero di flûte servite: il dato certo è rappresentato dai 265 milioni di bottiglie immesse sul mercato. Considerando una dose da 15 cl, ogni bottiglia da 75 cl corrisponde a circa cinque consumazioni, per un totale stimato di circa 1,3 miliardi di “serves”.

In appena vent’anni, Aperol Spritz è passato dai 60 milioni di consumazioni annue agli attuali 1,5 miliardi. Di queste, 395 milioni avvengono in Italia.

Da aperitivo veneto a fenomeno globale

Il successo dello Spritz racconta la trasformazione di un aperitivo nato nel Nord Est italiano in uno dei simboli internazionali dell’italianità. Una crescita accelerata da Campari dopo l’acquisizione di Aperol nel 2003, quando l’azienda ha puntato non soltanto sul bitter, ma soprattutto sul rito dello Spritz.

Le origini della bevanda risalgono al Veneto di fine Ottocento. I soldati austriaci di stanza nel Nord Est, secondo la tradizione, chiedevano di diluire con acqua i vini locali considerati troppo alcolici. Da qui sarebbe derivato il termine “Spritz”, dal tedesco spritzen, cioè spruzzare.

Nel Novecento l’usanza si è consolidata soprattutto nelle province di Venezia, Padova, Treviso e Rovigo. La combinazione con Aperol si è affermata negli anni Sessanta, parallelamente alla diffusione del Prosecco.

La strategia internazionale di Aperol

Campari ha trasformato questa consuetudine regionale in un prodotto globale, intervenendo anche sull’immagine del drink: dal tradizionale bicchiere da osteria al calice da vino bianco, con ghiaccio e fetta d’arancia.

Con una gradazione di circa 8 gradi, lo Spritz si è affermato come una bevanda più leggera rispetto a molti cocktail, più costosa di una birra ma meno impegnativa, anche economicamente, rispetto ad altri drink.

“Abbiamo iniziato portando lo Spritz fuori dal Veneto per diffonderlo nel resto d’Italia – racconta Gabriele Ornaghi, managing director di Campari Group, al Corriere della Sera –. Poi siamo passati ai mercati internazionali”.

La prima fase di espansione internazionale ha coinvolto Austria e Germania tra il 2008 e il 2014, mercati in cui lo Spritz era già conosciuto grazie ai turisti che lo avevano scoperto in Italia. Successivamente il drink è arrivato nel resto d’Europa, compreso il Regno Unito, e tra il 2017 e il 2018 ha conquistato anche Canada e Stati Uniti.

Aperol cresce soprattutto all’estero

La pandemia ha dato un’ulteriore accelerazione al fenomeno. Con la ripresa della socialità, lo Spritz è diventato uno dei protagonisti della ripartenza e negli ultimi vent’anni Aperol ha registrato a livello globale una crescita media annua del 17%.

La spinta arriva soprattutto dai mercati internazionali. Nel 2025 Aperol è cresciuto dell’1% in Italia e dell’8% all’estero.

Il trend è proseguito nella prima metà del 2026, quando il fatturato di Campari Group è aumentato del 2,7%, raggiungendo 1,51 miliardi di euro. La crescita è stata dell’1,4% in Italia, dello 0,9% in Francia, del 4,3% nel Regno Unito e del 2,7% in Germania. Anche il Nord America ha registrato un incremento del 2,7%.

La formula 3-2-1 dell’aperitivo italiano

Il successo di Aperol Spritz non è però soltanto una questione di numeri. A renderlo globale è soprattutto il suo valore simbolico.

La formula “3-2-1”, con tre parti di Prosecco, due di Aperol e una di soda o acqua tonica, è diventata una sorta di ricetta universale dell’aperitivo italiano.

“Con lo Spritz abbiamo portato nel mondo il rito italiano dell’aperitivo”, spiega Ornaghi. Un rito che ha saputo inserirsi nelle abitudini di consumo internazionali, fino a diventare un simbolo riconoscibile dell’italian lifestyle.

Dall’aperitivo al drink da tutto pasto

Il successo dello Spritz ha ormai superato anche il tradizionale momento dell’aperitivo. “Gli inglesi avevano l’after work, la pinta di birra alla fine della giornata lavorativa. In molti lo hanno sostituito con il nostro aperitivo, che è qualcosa di più: richiama la convivialità, segna la fine della giornata di lavoro ma anche l’inizio della serata”, racconta Ornaghi.

Anche il concetto originario del “tramonto nel bicchiere” sembra ormai superato. Secondo il manager di Campari, in alcuni mercati stranieri lo Spritz viene consumato anche durante i pasti e a Venezia non è raro trovarlo sui tavolini già dalle 11 del mattino.

Il risultato è un fenomeno che va oltre il singolo cocktail: Aperol Spritz è diventato un vero e proprio rito internazionale, associato alla convivialità e a un modo italiano di vivere il tempo libero.

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Scritto da Gambero Rosso

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